Maestri nella Comunicazione Media & Web nel XXI Secolo - Page 3


MARIO FABRETTO - Vicepresidente A.M.S.I.
Grazie a tutti. Sono maestro di sci ma anche laureato in fisica, ho avuto modo di lavorare sia sul campo come maestro di sci - mi diverto moltissimo e continuo a farlo e frequento ambienti accademici. Negli ambienti universitari ho vissuto il fenomeno Internet dal suo nascere e ho potuto conoscere anche quali sono le modalità in cui la ricerca va avanti nel mondo. Mettendo insieme le due cose ho sviluppato dei concetti base. E adesso vorrei lanciare un po' di sassolini nello stagno in modo tale che la discussione che faremo, dopo, permetta un po' a tutti quanti di trovare degli agganci, dei motivi per poter portare il proprio contributo. Io credo che ormai siamo di fronte a una rivoluzione, a una rivoluzione molto importante, dobbiamo cominciare - come ha detto il nostro Presidente Degaudenz - a fare sistema, mettendo insieme delle competenze, delle capacità, che vanno al di là di quello che poteva essere la visione di un tempo, di una professione legata a un unico aspetto. Noi parliamo di montagna in questo momento, parliamo della società della montagna, parliamo dell'economia della montagna e parliamo di un'economia e di una società che si stanno scontrando con un fenomeno importantissimo: la comunicazione. Io comincio, vi faccio uno specchietto nel quale vi renderete conto come ci sono dei passaggi epocali fondamentali che portano con sé ogni volta delle rivoluzioni, il linguaggio parlato possiamo farlo risalire a milioni di anni fa, la scrittura a migliaia di anni fa, la stampa e il telegrafo a centinaia di anni fa, le telecomunicazioni e il telefono cellulare a decine di anni fa, di qualche anno fa sono le reti informatiche e Internet. Ogni volta c'è stato che cosa? Se andiamo a vedere, c'è stato un allargamento della diffusione delle conoscenze. A questo
punto, noi, abbiamo saturato perché ormai in tempo reale possiamo comunicare con una persona che sta dall'altra parte del pianeta ma non solo comunicare, possiamo costruire insieme.
Il concetto di collaborazione per realizzare un progetto che, alla fin fine nemmeno abbiamo ideato a priori ma si sta evolvendo in tempo reale, istante per istante dalla collaborazione di tante persone, è quello al quale ci sta portando l'evoluzione della distribuzione dell'informazione. Siamo di fronte quindi non a un fenomeno, a una moda, a un qualcosa di passeggero ma a un momento evolutivo. Bisogna essere attenti, guardarci e cercare di capire che cosa sta accadendo. Parliamo d'informazione e trasmissione della conoscenza. Il modello classico, tuttora in vigore in molti campi, è stato il modello principale fino a poco tempo fa: è quello che va dall'alto al basso, al vertice di questa piramide mettiamo un centro di cultura, un centro consolidato, potete leggere quello che volete: potrebbe essere l'università, ma potrebbe essere il re, potrebbe essere la bibbia, cioè un qualcosa che dall'alto mi dà delle indicazioni. E sulla base delle quali indicazioni vengono creati gli insegnanti specializzati, come il santone, come il personaggio religioso o politico che sta al di sopra e che trasmette quello che magari è la volontà del re, di dio, di chi ci sta al di sopra. Il sapere sempre di meno però va all'insegnante generico, che trasmette ancora meno ai propri allievi e alla popolazione arriva poco o niente. Questo è il modello per cui il sapere sta in alto ed è quasi irraggiungibile, dobbiamo accettare quel poco che ci arriva.
Sta, invece, evolvendo il modello di un nuovo tipo, il modello dal basso verso l'alto. Noi abbiamo una popolazione che è un insieme di competenze e conoscenze, la popolazione fatta da persone che hanno capacità, che hanno risorse, dalle quali ricaviamo, raccogliendo degli elementi conoscitivi che possiamo mettere a disposizione di tutti e che, proprio perché sono a disposizione di tutti, vengono confrontati nuovamente con la popolazione. Dall'avere a disposizione questi elementi, ognuno che partecipa a questa raccolta può fare un controllo, una correzione di quello che non va, una volta che l'informazione è controllata, corretta, si è autostabilizzata, l'importante è trovarla e riuscire ad avere un sistema che organizzi e permetta di reperire
l'informazione per arrivare, infine, ad avere un'informazione di alto livello, un'informazione con moltissime basi che provengono dalla raccolta di esperienze e di elementi oggettivi che permette un utilizzo e uno sviluppo al vertice di questa piramide. Però in ogni passaggio c'è una ricaduta basso. Tutti hanno a disposizione un'informazione a qualsiasi livello. Il primo verso il modello chiaramente non poteva essere che l'unico modello quando, se pensate i libri erano scritti dagli amanuensi e solamente pochi potevano permettersi di saper leggere e scrivere e accedere a quello che era il testo che riportava determinate informazioni. Il secondo modello è un modello che può funzionare solamente quando l'informazione è a portata di tutti attraverso un sistema di diffusione e condivisione dell'informazione.
Quindi, il concetto di distribuzione dell'informazione, conoscenza, di culturalizzazione della popolazione viene ad essere completamente modificato da questi sistemi informatici che ci permettono di condividere in tempo reale informazioni di qualsiasi tipo. Adesso faccio un salto, vado a pensare al maestro con l'allievo. Quando noi siamo sulle piste di sci, ma penso che in
tantissimi altri sport la situazione sia la stessa, abbiamo fondamentalmente quattro parole che identificano il nostro lavoro: spiegazione, dimostrazione, esecuzione e correzione. Lavoro sul campo, finita l'ora, non posso spiegare, non posso dimostrare, non posso vedere l'esecuzione. Cominciamo ad inserire altre parole: dimostrazione, consiglio, visualizzazione, condivisione, ricordo, aggiornamento, memorizzazione, confronto, assistenza. Certo, non posso associare queste parole al momento della lezione sul campo ma, se ho altri sistemi per entrare in contatto con il mio allievo, queste parole cominciano ad avere un proprio senso, cominciano ad essere un'integrazione di quello che è il lavoro del maestro e a permettere all'allievo di interagire e di sentirsi molto più vicino a questa fase di crescita e di evoluzione che è il momento in cui chi sa trasferisce a chi non sa.
Un altro aspetto è l'informazione collettiva e quella individuale, cioè l'informazione che deriva da un ente collettivo, alle volte anche molto astratto e dell'informazione che arriva, invece, dall'individuo concreto. Passiamo all'informazione della collettività, può essere l'informazione che fa la stazione invernale, la scuola di sci, un'offerta turistica, un territorio che si presenta, va da chi crea siti web e si gli dice voglio promuovere la mia stazione invernale, fammi delle pagine. Queste pagine, che sono realizzate da qualcuno che non conosce magari a fondo quali sono le problematiche, che non conosce bene la stazione, che non conosce le peculiarità di questa stazione, generalmente sono di poca soddisfazione, sia per chi le ha prodotte e sia per chi le ha commissionate, sia poi per il cliente che va a visitarle perché magari non trova delle cose che sa che ci sono però non riesce a trovarle. È un'informazione collettiva che in qualche modo presuppone che prima ci sia già un'idea di quale sarà il punto d'arrivo. Mentre, invece, abbiamo una serie di individui che possono dare delle informazioni un'attività che si presenta. Cosa si faceva solitamente? Prima si facevano i depliant o i poster, adesso si individuali, che sono il maestro di sci, l'albergatore, il turista. Anche il turista è una componente dell'informazione legata alla stazione turistica perché un turista che mi dice che si è trovato bene, il turista che mi dice ho fatto questo, il turista che in qualche modo parla della mia stazione è forse più
credibile anzi, è senz'altro più credibile che non l'operatore che vive e lavora in quella stazione e per mestiere deve dire che tutto quanto funziona bene. Cosa stiamo notando? Che nel tempo si è passati da una situazione in cui l'informazione era esclusivamente collettiva, cioè c'era la Regione, c'era il consorzio, c'era l'associazione che dava l'informazione così come voleva dare l'informazione, con il risultato che alle volte ci si trovava di fronte a informazioni che poi, quando si andava sul territorio, non si trovava quello che effettivamente veniva proposto a un'informazione che adesso sta diventando una raccolta individuale di dati, pensiamo a fenomeni come la Wikipedia, come Youtube, con Google Earth, e ho messo solamente i primi che mi sono venuti in mente perché ci sono altri ancora forse più interessanti come aspetti. Allora gli ultimi sassolini ve li butto facendovi vedere alcuni esempi. Il primo esempio prendo quello di Wikipedia, Wikipedia ormai, se vi ricordate prima, avevo dato un passaggio fondamentale è quello della reperibilità dell'organizzazione e dell'informazione. Wikipedia un po' alla volta è riuscita a creare un sistema per la reperibilità e per l'organizzazione estremamente raffinato e sofisticato. Ormai un'informazione la possiamo trovare in italiano, però se riteniamo che magari in inglese, in tedesco o in qualsiasi altra lingua possa essere più completa, abbiamo la possibilità di trovarla anche in un'altra lingua. Qui ci sono i vari rimandi e i collegamenti. Ma com'è fatta Wikipedia? Se io vado a cercare sciancratura trovo che non esiste la voce sciancratura. Però mi dice se vuoi contribuire, scrivi, lo spazio è libero. E che cosa succede? Certo, uno magari potrebbe scrivere quello che vuole sulla sciancratura ma immediatamente abbiamo la possibilità di far vedere quello che è stato scritto a tante persone che vanno a correggere. Ho preso un'altra voce a caso, isobera, la trattazione a livello universitario, un po' alla volta l'informazione si pulisce da quello che è la parte, diciamo, poco professionale, la parte scritta in maniera dilettantesca per arrivare a dei livelli di tutta eccellenza. Ormai capita anche a me, quando cerco qualcosa di specifico, vado a vedere prima su Wikipedia perché forse è più semplice quello che trovo lì e più completo che non andarmi a leggere un articolo che riguarda un aspetto particolare, che magari scopro che è stato scritto dieci anni fa e dopo di che non è stato fatto più nessun articolo
rintracciabile sulla rete. Questo è un sistema di collaborazione che nel tempo sta portando alla possibilità di avere delle informazioni estremamente accurate, naturalmente partendo da una massa informe iniziale che è un po' lo scotto che bisogna pagare per questo tipo di lavoro collaborativo. Ma non serve andare a scomodare le formule matematiche o fisiche, abbiamo dei sistemi molto più interessanti per quello che possono le nostre professioni, per esempio ho preso Panoramio, dove ognuno può, ogni escursionista, ogni persona può condividere delle immagini che ha realizzato, non so, una gita di sci alpinismo, una gita in mountain-bike, l'inaugurazione di una nuova pista con tutte le informazioni che vuole aggiungere, con le informazioni per raggiungere il posto, con delle indicazioni su delle mappe su dov'è stata scattata la fotografia, e non solo, abbiamo visto che la stessa informazione la possiamo ritrovare su un altro programma e quindi ci crea addirittura l'intersezione tra progetti diversi.
Il progetto Panoramio s'interseca con il progetto Google Earth, per cui io posso con Google Earth trovo il punto esatto dov'è stata scattata una determinata fotografia. Qui vediamo proprio una specie di simbiosi che si è venuta a creare all'interno dell'informazione sulla rete. Passiamo all'informazione legata allo sci, Snowpedia, un sistema per poter dialogare, per poter scambiarci le
opinioni, per poter parlare di snowboard, l'idea mi sembra sia anche quella di allargarlo a qualsiasi sport di scivolamento sulla neve. L'idea è nata così. Cosa vediamo? Vediamo che un argomento che potrebbe essere ma come evolverà l'informazione degli insegnanti nello sci nel corso del tempo?, mentre i vertici magari stanno appena discutendo ma quando possiamo trovarci, come possiamo incontrarci per parlare di questo argomento? a livello di base si sta già parlando. Questo cos'ha comportato? Ha comportato che l'argomento comincia già ad essere discusso, ci sono già delle idee che stanno maturando, prima ancora che chi dovrebbe occuparsene in maniera istituzionale riesca a trovare il tempo per dire: ci troviamo quel giorno a discutere di un certo problema. Esempio casalingo, scuola di Sci Carnia, abbiamo creato le vostre pagine, delle pagine che vengono create dagli allievi, agli allievi spieghiamo che esiste un indirizzo sul web dove possono inserire le loro foto, i loro commenti, tutto ciò che loro pensano possa essere interessante per cui un po' alla volta una parte del sito della nostra scuola viene creato dai nostri allievi, ha una sua vita autonoma. Un altro progetto, che è partito recentemente sotto l'ala anche dell'associazione dei maestri è quello di snow-wow, tutti conoscerete Youtube, qui abbiamo pensato raccogliamo le immagini e i video dello sci e della neve. Un po' alla volta anche questo comincia a contaminarsi con altri progetti per cui la scuola di sci, il punto dove è stato filmato, è reperibile attraverso dei sistemi cartografici e permette di condividere delle esperienze, ma non necessariamente sono dei salti sulla neve, potrebbe essere addirittura l'assemblea annuale dei maestri di sci per cui abbiamo la possibilità di vivere in diretta un evento che ci ha portato tutti quanti insieme a discutere, a parlare di alcune cose. Voglio finire parlandovi di quello che è il concetto open, non so quanti ne abbiano mai sentito parlare, ma certamente questo open source gira nelle orecchie, open source è legato al software, in pratica questo concetto nasce quando negli Stati Uniti il Governo decide di mettere a disposizione il software realizzato con i soldi dei contribuenti. Nella ricerca scientifica, come dicevo prima, ho avuto modo di sperimentarlo, provarlo, ho anche fatto delle parti di codice open source, dei programmi estremamente complessi possono essere realizzati solamente quando tanti ricercatori mettono
dei piccoli pezzettini assieme e poi tutti insieme lo usano e lo testano e fanno sì che tutto quanto funzioni bene, non c'è uno che ha fatto il progetto, non c'è una persona che ha deciso come doveva essere fatto, è nato per evoluzione naturale partendo dalla base. Quindi un concetto di questo genere dove tutti contribuiscono a creare quello che è il prodotto finale, in cui alle volte il prodotto finale non è nemmeno ben chiaro all'inizio ma poi si definisce e si delinea nel corso della propria creazione ed è quanto si sta ora trasferendo anche in altri campi. Abbiamo visto Wikipedia, Wikipedia è estremamente legata a un concetto di open source. Ma anche altri progetti sono legati a concetti di questo genere. Io vi ho presentato un po' le cose principali, a grandi linee, che in questo momento stiamo vivendo nell'ambito dell'informazione. Vi ho anche mostrato come qualcuno magari timidamente ha cominciato a fare i primi passi, vi ho anche fatto vedere come c'è qualcuno che sta già utilizzando questo perché io sono convinto che sul sito di snowpedia, adesso ci sono 13 interventi per quanto riguarda la nuova informazione ma, se ce ne fossero 130, nessuno potrebbe fare a meno di andarli a leggere e capire qual è il punto di vista di persone che vivono questa realtà e che in qualche modo hanno contribuito con il loro pensiero. Ma poi da 130 potrebbero essere 1300, il numero aumenta. Non possiamo più fare a meno di tenere conto di questo. Ora, detto questo, vorrei proprio far partire il dibattito e magari facendo presentare ad ognuno di noi molto brevemente per conoscerci e sapere da quale settore stiamo guardando un po' questa realtà. Quindi cominciamo la tavola rotonda e grazie a tutti quanti per la vostra presenza
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