Dopo la positivissima esperienza dello scorso anno con il corso del Veneto, anche per il Friuli abbiamo impostato due giorni di corso in palestra di ginnastica artistica/attrezzistica. L'obiettivo era quello di far conoscere ai corsisti la realtà dell'acrobatica, comprendere i motivi che realmente aiutano o complicano le rotazioni sui diversi assi del corpo. Per questo mi sono avvalso di un istruttore/allenatore della palestra SPES di Venezia. Due giorni, mattina e pomeriggio, si sono dimostrati utilissimi ma fisicamente un po' "pesanti". Da quella esperienza ho cercato di impostare il lavoro anche per il corso della regione Friuli Venezia Giulia. Come sempre si dovrebbe fare, prendere spunto dalle esperienze e migliorarsi, o almeno provarci. Ecco che in questi giorni, sabato 8 e domenica 9 novembre, si sono tenuti a Gemona del Friuli i giorni dedicati a questa esperienza. Due sedute di 3 ore l'una una il primo giorno, una il secondo, con 12 corsisti per turno. Questa volta volevo riportare ed adattare le esperienze fatte a Venezia mantenendo una più precisa attinenza con la realtà snowboard. Per fare questo mi sono appoggiato a Stefano Cogliati, ex nazionale di ginnastica artistica, laureato in scienze motorie, maestro di snow ed allenatore/preparatore della nazionale di snow e sci freestyle. Cercherò di illustrare, a grandi linee i concetti e gli argomenti trattati, per maggiori informazioni però è meglio relazionarsi con Stefano, visto che anche lui è su snowpedia, al quale chiedo già scusa per gli argomenti travisati o saltati. Già dal riscaldamento, sviluppo delle rotazioni sull'asse longitudinale da terra creando e curando le tensioni addominali e i controlli dei bloccaggi. Così facendo posso ricreare situazioni allenanti muovendosi in tutta sicurezza. L'addome sempre forte e contratto è stato n punto fisso trattato. Sperimentare le rotazioni con la variabile delle braccia larghe e strette. La rotazione: 1 il vincolo; 2 le braccia; 3 (solo x ultima) la testa. Gli ancoraggi visivi sono attendibili e controllabili (in relazione anche alle abilità) con tempi di volo lunghi in relazione al numero di rotazioni. Con velocità angolari basse posso fidarmi della bontà degli ancoraggi visivi per esempio un 180 o un 360 su di un salto di medie dimensioni (giro lentamente), se sulla stessa struttura dovessi fare un 540 o un 720 + (giro velocemente) l'ancoraggio non funziona ed entra in gioco l'abilità del rider... Per aumentare le rotazioni ho quindi bisogno oltre che dell'indiscusso vincolo, dell'allontanamento +o- importante delle braccia per poi riavvicinarmi e controllare/gestire/sviluppare la rotazione. Nel corso c'erano elementi di diversa età, diverse abilità ed esperienze motorie, per tutti si è curato l'aspetto sicurezza, assistenze, preparazioni e chiaramente ognuno ha sperimentato attivamente i compiti proposti, migliorando e rafforzando il proprio vissuto. Ma ora vorrei provare a caricare qualche foto e filmato, sicuramente più accattivanti delle sconclusionate parole sopra citate. Credo vivamente che sia una esperienza NECESSARIA nella formazione di un corso per maestri di snowboard.